Il cedro di Calabria alla conquista di Europa e Cina

Il cedro di Calabria alla conquista di Europa e Cina

Il cedro di Calabria punta al riconoscimento del marchio Dop per partire alla conquista dei mercati esteri.

APR 23, 2016
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Il cedro di Calabria alla conquista di Europa e Cina

Il cedro di Calabria punta al riconoscimento del marchio Dop per partire alla conquista dei mercati esteri. Europa e Cina sono le nuove frontiere dei produttori che, attraverso il Consorzio del cedro di Calabria, hanno avviato una serie di iniziative finalizzate alla realizzazione di una nuova filiera fra produttori, industria della trasformazione e circuiti turistici.

“Stiamo lavorando – spiega il presidente del consorzio Angelo Adduci – alla costruzione di un vero e proprio percorso del cedro, che avrà’ effetti positivi soprattutto per il turismo. Per questo sono state avviate le procedure per il riconoscimento del marchio di derivazione d’origine protetta (Dop) e abbiamo proposto alla regione un piano nell’ambito del Pdr. Fino agli anni Ottanta il cedro era conosciuto solo come frutto candito. Oggi l’industria alimentare lo utilizza per la produzione di dolci, marmellate e sciroppi”.

Negli anni Trenta del secolo scorso la produzione cedricola raggiunse la sua massima espansione con 80.000 quìntalì commercializzati. Poi la crisi, determinata da diversi fattori fra cui la cementificazione selvaggia dì una delle aree più belle della regione che ha sottratto spazio alle coltivazioni. Ma oggi, assicura Adduci, le condizioni per un rilancio ci sono tutte. Sì lavora alacremente a un progetto.

Il consorzio ha realizzato a Santa Maria del cedro, un centro polivalente con un museo dedicato, un laboratorio del gusto, una cittadella industriale. “Si tratta – spiega ancora Adduci – di un’attrattiva per i turisti. Stiamo lavorando per coinvolgere la ristorazione e i laboratori di pasticceria realizzando una rete di commercializzazione del prodotto“. La nuova sfida prevede quello di conquistare l’industria cosmetica e farmaceutica come shampoo o per creare farmaci contro il colesterolo ed il diabete. “Abbiamo contatti in tutta Europa, soprattuto con i paesi del Nord, molto interessati ai liquori e ai coimetici a base di cedro. Ma il paese piu’ promettente – dice Adduci – e’ la Cina, dove gli agrumi non esistono e dove constatiamo un grande interesse dell’industria cosmetica.  C’è poi l’interesse di Israele e dei rabbini, che utilizzano l’agrume nei loro riti religiosi in occasione della festa del Sukkoth. “In luglio e agosto – dice il presidente del consorzio del cedro – almeno un centinaio di rabbini raggiunge le nostre zone per acquistare il frutto, dopo averlo meticolosamente esaminato al fine di accertarne la purezza”.

Primo obiettivo dei produttori è l’aumento della produzione, oggi attestata fra i 7.500 e i 15.000 quintali secondo l’annata. “Possiamo arrivare a produrre almeno 40.000 quintali all’anno” sottolinea Adduci, che parla della possibilità di costruire un vero e proprio sistema economico da costruire nel comprensorio. “Negli anni Novanta il 90% della nostra produzione era commercializzato fuori dai confini calabresi. Vogliamo invertire questa tendenza – aggiunge – costruendo un filiera che coinvolga gli alberghi, i ristoranti, i bar e le pasticcerie del comprensorio, investendo i fondi del Psr, il programma di sviluppo agricolo regionale”. Il 30 settembre scorso il consorzio ha presentato il cultivar all’Expo di Milano, proprio con i rabbini a fare da “testimonial” delle qualità e della purezza del cedro calabrese.

Alessia Zoe Puddu

Alessia Zoe Puddu

Founder & CEO at Elite Made in Italy
Founder & CEO di Elite Made in Italy, Founder e Visual Designer di Elite Servizi.

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